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Ricordo del Ten.Col. Mariotti

La Sezione di Carrara perde un pezzo di Storia: Ten. Col. Mariotti Guglielmo "Ginetto" nato il 02/05/1917 dei Guastatori Folgore ha combattuto nella battaglia di El Alamein con il grado di Sottotenente in assagnazione al raggruppamento Ruspoli a Quota 105 con la 24° compagnia, era posizionato dentro la grande sacca minata davanti al varco n.1

C’è voluto un po’ di tempo per poterne parlare ad altri, la percezione di vuoto che ha lasciato in tutti quelli che lo hanno conosciuto è palpabile, Guglielmo o Ginetto come voleva essere chiamato da quelli che considerava  amici o di Famiglia.
Con lui se ne va un pezzo di storia vissuta ed ora assieme agli altri che l’hanno preceduto 69 anni fa entra anche lui nella leggenda.
Per me che ho avuto l’onore di conoscerlo e di raccoglierne i suoi pensieri la storia si cristallizza e lui diviene un punto fermo con i suoi racconti di fatti e di luoghi che sembrano vissuti appena un momento prima.
Ora quello che vedo è un immagine riflessa che mi riporta alle nostre conversazioni ed al mio ascoltare quella voce che sempre più si affievolisce e non mi potrà più far crescere.
Grazie Guglielmo che mi hai dato tanto del tuo tempo e del tuo sapere, lo terrò per me nel profondo dei miei ricordi nello scrigno del cuore dove hanno a stare le cose più preziose.
Ora sei ragazzo assieme ai tuoi ragazzi che non hai mai dimenticato per tutta la tua vita.
Per te il nostro grido FOLGORE


I° Cap. Maurizio Volpi
vicepresidente della Sezione di Carrara

Una delle ultime foto
Il S.Ten. Mariotti
Mappa di El Alamein
Articolo sul "Secolo d'Italia"

Addio a “Ginetto”, ultimo reduce di El Alamein

È morto a Fivizzano, all’età di 95 anni, uno degli ultimi superstiti della gloriosa battaglia di El Alamein combattuta nel Nord Africa nell’ottobre-novembre 1942 dai paracadutisti della Folgore contro le preponderanti e meglio equipaggiate truppe inglesi. Guglielmo Mariotti, detto da tutti “Ginetto”, tenente colonnello in congedo, fece parte dei Guastatori della Folgore, utilizzati per quella battaglia come truppa di fanteria nel deserto. Il suo gruppo, il “Ruspoli”, venne completamente annientato dagli inglesi. Lui riuscì a scappare e a nascondersi nel deserto per qualche giorno, ma fu poi trovato dagli inglesi, catturato e fatto prigioniero. Riuscì a tornare in Italia soltanto nel 1946. Mariotti, personaggio eclettico, persona perbene, benvoluta da tutti a destra e a sinistra, ha un primato singolare e storico: fu il primo sindaco del Msi in Italia, essendo stato eletto a Mulazzo, dal 1952 al 1962. Un caso unico per quei tempi, perdipiù in una Lunigiana ancora oggi quasi completamente “rossa”.
Dopo il capitolo politico della sua vita, Mariotti si dedicò alla sua professione di insegnante, svolta fino all’età della pensione nelle aule dell’istituto Pacinotti nella vicina Pontremoli. Si sposò con la fivizzanese Maria Clorinda Ghinoi, detta Marinda, da cui nacque l’unica figlia, Giuliana, oggi noto avvocato. Il sindaco di Mulazzo, Sandro Donati, di tendenza politica opposta, ricorda quando, studente del professionale di Pontremoli, aveva tra gli insegnanti anche quel vulcanico “Ginetto” che, tra l’altro, è stato tra i fondatori del Premio Bancarella, la cui prima edizione avvenne nel 1952 a Mulazzo. La morte di Guglielmo Mariotti, avvenuta nella serata di martedì all’ospedale Sant’Antonio Abate, ha destato grande cordoglio in tutto il Fivizzanese dove “Ginetto” era conosciutissimo. Molti hanno appreso della sua morte leggendo le commosse parole di Ignazio La Russa ieri su twitter: «Onore all’ultimo reduce degli eroi di El Alamein».
I solenni funerali di Guglielmo Mariotti si sono svolti a Fivizzano, alla presenza di tantissime persone: «Era una persona speciale – dice la figlia – ma non per me, per tutti». E deve essere stato proprio così, perché da sindaco si muoveva a proprie spese, sia per andare a Roma dove aveva una rete di conoscenze legate alla guerra, sia per la regione e per i suoi incarichi istituzionali. Una persona da cui oggi i nostri politici dovrebbero prendere esempio. Da primo cittadino fece numerose opere pubbliche, tra cui l’acquedotto tutt’oggi in servizio. E della guerra che ricordo aveva? «Lui ha fatto veramente la guerra – ricorda ancora Giuliana – benché fosse orfano di padre e di madre della Grande Guerra, e quindi avrebbe potuto rifiutarsi di partire, tuttavia scelse di arruolarsi, volontario, e scelse i paracadutisti, per fare le cose sul serio. Lo faceva per la patria, per il suo ideale. Mi disse – ricorda ancora Giuliana – che aveva visto più volte la morte in faccia. Della prigionia, in Egitto, ne riportò indietro una speciale antipatia per gli inglesi... Ma la cosa che ricordava con maggiore amarezza era il fatto che quando tornò, reduce della guerra, al suo paese, era solo e abbandonato, senza un affetto, senza nessuno... Un ritorno amaro. Successivamente si laureò e si decidò alla sua grande passione, l’insegnamento».
Mariotti insegnava lettere ei suoi ex alunni, centinaia, lo ricordavano con affetto e stima anche negli anni successivi al diploma. È bello concludere questo ricordo con il messaggio postato da Fabio Rampelli su Facebook: «La sabbia del deserto lo ha accompagnato in cielo. Onore e gloria eterna a Guglielmo Mariotti, ultimo sopravvissuto della battaglia di El Alamein. L’Italia intera chini la testa e si metta la mano sul cuore».

 
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