Il chiostro - UNUCI Firenze

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Il chiostro

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Il chiostro di San Pancrazio

L'attuale splendido chiostro quattrocentesco, faceva parte dell'antico monastero dedicato al Santo martire romano Pancrazio che, nato nel 1290 e morto a soli quattordici anni, è considerato il santo della giustizia, nemico dei falsi testimoni e punitore degli spergiuri. Mentre la presenza dell'attigua chiesa, oggi sede del museo Marino Marini, è documentata fin dal 931 o addirittura, secondo lo storico Giovanni Villani, fin dai tempi dell'imperatore Carlo Magno, il monastero fu costruito verso la metà del XII secolo quale sede delle monache benedettine di Sant'Ilario. Soppresso dal Papa Alessandro IV nel 1235, il convento fu assegnato ai frati  vallombrosani che vi rimasero fino alle soppressioni napoleoniche del 1808. Nel corso del Tre e Quattrocento promossero imponenti lavori architettonici: fu ampliata la chiesa e fu costruito, dal 1447 al 1456, l'attuale chiostro con il dormitorio e il refettorio per i frati.
Quando nel corso del Settecento l'architetto Giuseppe Ruggeri trasformò totalmente la chiesa, furono smantellate le innumerevoli sepolture di famiglie e cittadini illustri ivi conservate, e il chiostro, che oggi ha mantenuto inalterato l'antico aspetto rinascimentale, ospitò fino al 1883 gran parte delle pregevoli lapidi e sarcofagi che oggi è possibile ammirare nel museo di San Marco.
Il chiostro, di grandi dimensioni, è aperto su tre lati da un loggiato sorretto da eleganti colonne e capitelli ionici in pietra serena. Caratteristico del Rinascimento fiorentino è il raffinato contrasto cromatico tra il grigio della pietra e il bianco dell'intonaco.
Il monastero e la chiesa di San Pancrazio, sono legati inoltre ad una straordinaria commissione artistica voluta da Giovanni Rucellai, membro di una tra le maggiori famiglie fiorentine il cui palazzo sorgeva nella parrocchia di San Pancrazio. Nel 1467 il nobile Rucellai commissionò all'architetto Leon Battista Alberti la propria cappella familiare all'interno della chiesa. Da una porta laterale in via della Spada, si accede oggi alla Cappella Rucellai al cui interno il grande architetto realizzò in marmo lo stupendo tempietto del Santo Sepolcro che, capolavoro del Rinascimento fiorentino, è una riproduzione in scala del sepolcro di Cristo a Gerusalemme.


San Pancrazio
Cappella Rucellai
 
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