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Trasformazione UNUCI

Il 24 marzo 2014, con la registrazione presso la Prefettura di Roma, l'UNUCI da Ente di diritto pubblico si è trasformato in Associazione di diritto privato di interesse nazionale in ottemperanza al disposto del DPR 50/2013.
Ciò, fra l'altro, metterà al riparo l'UNUCI dalle ricorrenti ipotesi di scioglimento dei cosiddetti "enti inutili".
Con la trasformazione il Gen.S.A. Giovanni Tricomi conclude il suo mandato di Presidente dell'UNUCI.
A succedergli il Consiglio Direttivo del 20 giugno 2013 ha eletto il Gen.C.A. Rocco Panunzi.

Lettera di commiato del Gen.S.A. Giovanni Tricomi                                                                                                                    Lettera del Gen.C.A. Rocco Panunzi

L'U.N.U.C.I.

L’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (U.N.U.C.I.) è l’associazione degli Ufficiali che hanno appartenuto, con qualsiasi grado, alle Forze Armate ed ai Corpi Armati dello Stato e che intendono mantenersi uniti per meglio servire lo Stato in ogni tempo.

L’UNUCI è stata costituita con decreto 9 dicembre 1926 n. 2352, convertito il 12 febbraio 1928 nella legge n. 261. Gli scopi sono quelli indicati dalla legge e dallo Statuto
, che possono essere così sintetizzati:

  • Tutelare il prestigio degli Ufficiali in congedo e rappresentarne gli interessi.

  • Aggiornare la preparazione degli iscritti, curandone la cultura, l’addestramento, l’attività fisica e sportiva.

  • Promuovere la coesione tra i soci ed i vincoli con Ufficiali in servizio (nonché l’inserimento all’esterno con iniziative di carattere sociale).


E’ apolitica e accoglie gli Ufficiali in congedo dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei corpi Armati, della Croce Rossa Italiana e del Sovrano Ordine Militare di Malta, nonché i Cappellani Militari nel ruolo ausiliario e della riserva.

Ne possono far parte in qualità di “Soci Aggregati
” i familiari degli Ufficiali e coloro che condividono valori e finalità dell’Associazione.

La tessera, valida come documento d’identità, permette di partecipare a tutte le manifestazioni organizzate dalle Sezioni su tutto il territorio nazionale.

Le sezioni UNUCI, coordinate dalle Circoscrizioni regionali e dipendenti dalla Presidenza Nazionale con sede a Roma, attuano i compiti istituzionali organizzando d’intesa con l’Autorità Militare una serie di attività di carattere culturale, addestrativi e agonistico intese ad aggiornare e sviluppare le conoscenze tecnico-militari e le possibilità operative del personale in congedo e sviluppano un’ampia gamma di attività sociali.

L’UNUCI è parte integrante dell’organizzazione internazionale C.I.O.R.-C.I.O.M.R. (Confederazione Internazionale degli Ufficiali della Riserva) sotto egida NATO.

Le attività dell'U.N.U.C.I.


L’U.N.U.C.I. organizza le seguenti attività aperte agli iscritti:

  • Riunioni addestrative, conferenze e seminari;

  • Partecipazioni ad esercitazioni e visite ad Unità, Scuole, basi e navi delle Forze Armate;

  • Visite a industrie ed Istituti, con preferenza a quelli che hanno attinenza con l’apparato militare;

  • Competizioni sportive prevalentemente a carattere militare, in particolare:


  • Gare di pattuglia (si tratta dell’attività addestrativa di maggior impegno perché sintetizza in forma agonistica la preparazione dell’Ufficiale inferiore sul piano tecnico e fisico).

  • Gare di tiro, di scherma, di sci, di nuoto, di orientamento, anche a premessa delle lezioni per la partecipazione agli incontri internazionali della C.I.O.R..

  • Iniziative sociali (riunioni, viaggi, ecc.) per l’amalgama tra i soci ed i colleghi in servizio.


Gen.C.A. Guido Boselli

Guido Boselli, nacque a Roma il 18 Febbraio 1887 da antica famiglia patrizia, nipote di Paolo Boselli (1838-1932) personalità politica ed economica più volte Ministro del Regno e Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1915-1917 e insignito del Collare dell'Annunziata.
Guido, dopo aver frequentato l'Accademia Militare di Torino, esce Sottotenente d'Artiglieria nel 1908.
Partecipa alla campagna di Libia nel 1911-1912 e successivamente come Capitano alla I Guerra Mondiale combattendo sul Carso, sul Piave e sul Podgora, ricevendo una medaglia di bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione:
"
A disposizione di una Divisione in varie azioni offensive, da un osservatorio scoperto, nelle prime linee e sotto l'intenso bombardamento nemico, dava precise ed utili informazioni sull'avversario e sull'andamento della lotta. Conquistate le posizioni, con sereno sprezzo del pericolo e sotto il persistente fuoco, eseguiva ricognizioni nelle linee avanzate, dando esatto conto delle situazioni. Podkocita, 18-24 agosto 1917"
Promosso Maggiore nel 1918 e decorato della Stella Coloniale e della Croce dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Promosso Tenente Colonnello nel marzo 1926 e, un anno dopo, nominato Capo di Stato Maggiore del Comando del R. Corpo Truppe Coloniali di Eritrea.
Accompagnò il Duca degli Abruzzi in un'esplorazione in Africa (Ruwenzori, 1927-1928).
Insegnò alla Scuola di Guerra (Torino, 1928-1934) e nello stesso periodo fu insegnante e maestro di vita del Principe Ereditario Umberto.
Nel 1935, promosso Colonnello, ebbe il comando del XIV Reggimento di Artiglieria a Bari e, nel 1937, della Scuola Allievi Ufficiali di Bra (Cuneo)
Nel 1938 è trasferito a Firenze come vice-direttore dell'Istituto Geografico Militare, dove nel 1939 venne promosso Generale di Brigata e successivamente trasferito a Cremona (1940) come Comandante dell'Artiglieria del Corpo d'Armata Autotrasportabile.
A partire dall'11 giugno 1940 partecipò alle operazioni sul fronte francese al comando della Divisione Cuneo. Nell'agosto è nominato Capo Delegazione della Commissione di Armistizio con la Francia in Algeri dove nel gennaio 1941 subisce un attentato da parte di un gruppo di nazionalisti francesi dal quale esce gravemente ferito.
Fra il 1941 e il 1942 partecipò alle operazioni in Albania per "incarichi speciali" e lì venne promosso Generale di Divisione.
Nel dicembre del 1942, rinunciando al periodo di avvicendamento in Patria, raggiunse sul Don la Divisione Pasubio della quale assunse il comando meritando, per la sua capace azione, il primo Ordine Militare di Savoia con la seguente motivazione:
"
Comandante di Divisione, durante l'aspra battaglia invernale del Don, ributtava per dieci giorni, con le sue unità votate al sacrificio, reiterati poderosi attacchi del nemico. Ricevuto l'ordine di ripiegamento, guidava i resti della sua grande Unità in aspri combattimenti contro forze corazzate e motorizzate avversarie e riusciva a rompere l'accerchiamento per ridare alla Patria tutto quello che rimaneva della sua gloriosa divisione. Fronte Russo, 4 dicembre 1942-31 gennaio 1943".
Dall'aprile 1943 è in Africa settentrionale, al seguito del Generale Messe, al comando della Divisione Bersaglieri d'Africa, ricevendo, per il suo brillante comportamento, il secondo Ordine Militare di Savoia:
"Comandante di Divisione, attingendo alle sue inesauribili forze morali alimentava nei suoi gregari, già provati da duri eventi belici, volontà di lotta e spirito combattivo. In aspri combattimenti su di una linea improvvisata, si imponeva valorosamente ad un nemico superiore di forze e di mezzi e prolungava la resistenza fino al totale esaurimento di ogni possibilità guadagnando per le truppe ai suoi ordini il rispetto dell'avversario. Enfidaville Aprile-Maggio 1943".
Rientrato in Patria costituì il comando del Corpo d'Armata in Sardegna e successivamente quello di Bari (1944-1945).
AI cambiamento istituzionale obbedendo alla sua profonda coerenza, lasciò il servizio attivo, dedicandosi all'insegnamento della Geopolitica alla Scuola di Guerra Aerea a Firenze.
Nel 1966 chiuse la sua giornata terrena interamente dedicata all'Esercito e alla Patria.
Artigliere di valore, brillante ufficiale di Stato Maggiore, maestro, Guido Boselli è stato un grande comandante per capacità, valore, umanità.


Il Consiglio Direttivo della Sezione


Presidente

Gen.D. (ris) Calogero CIRNECO

Vice Presidente

Gen.B. (ris) Franco ROSSI

Amministrazione

Ten. (c.a.) Florindo AGOSTINI

Tiro operativo

Ten. (ris cpl) Fabio SCARABELLI

Relazioni esterne

Ten. (ris cpl) Antonio FREDIANELLI

Addetto Stampa

Magg.(spe) Giuseppe SAPONARO

Segreteria

in aggiornamento

Protezione Civile

Ten. (ris cpl) Mario FAMÀ

Capo Calotta

Ten. (ris cpl) Antonio FREDIANELLI

La Rivista "UNUCI Toscana"


Direttore

Gen.D. Calogero CIRNECO

Editore

UNUCI Firenze

Direttore responsabile

Dott. Marcello SLADOJEVICH

Direttore di redazione

Ten. Antonio FREDIANELLI

Segreteria

S.Ten. Michele ZARONE

Amministrazione

Ten. Florindo AGOSTINI

 
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