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LA VERA STORIA DI BUFFALO BILL E DEI BUTTERI DELLA MAREMMA.

A cura del Socio UNUCI - Sezione di Grosseto -  Generale Brig. Ferdinando GUIDI.

Ero un ragazzo, avevo una cavallina isabella e galoppavo nella pineta dove ora c'è Riva del Sole.
Ero un ragazzo e sognavo sentendo raccontare di come i butteri di maremma avessero battuto Buffalo Bill.
E tutti avevano qualche cosa da dire perché il parente, l'amico ,il conoscente aveva un parente,un amico 0 un conoscente che aveva un parente, un amico, 0 un conoscente che aveva preso parte alla famosa disfida.
Dove si fosse svolta nessuno lo sapeva dire con certezza ma io, ragazzo sognavo che fosse avvenuta ad Alberese.
Scorrono gli anni, non sono più un ragazzo ma favoleggio ancora della famosa disfida ormai non più storia ma leggenda sino a quando, siamo nel 1990 e abito ancora a Novara, vedo sui canale 3 della R.A.I. la telecronaca della disfida organizzata nel comprensorio di Alberese per commemorare il Centenario di quella più epica e mi colpisce la notizia data dallo speaker che annuncia la mancata partecipazione dei cow boy americani invitati alla manifestazione.
Non si sono presentati dicono, perché, per loro , quelli di Alberese non sono i discendenti legittimi dei butteri che avevano animato l'antica disfida.
Ohibò, ma come è possibile? 50 anni di fedele credenza nella leggenda e arriva questa a smontarmi tutto il castello.
Decido allora di correre ai ripari : mi documenterò a dovere e Ii sbugiarderò!
Comincio la ricerca . Non è cosa facile rinvenire tracce di un evento avvenuto oltre 100 anni prima a cui alcuni danno un così elevato significato e che tuttavia si perde nella memoria di altri 100 e 100 avvenimenti altrettanto significativi per l'alto valore storico locale ma di così scarso interesse anche solo regionale da non essere trattati in nessuna fonte ufficiale .
Sicuramente troverò qualche cosa sui giornali dell'epoca !
Comincio con lo scorrere le pagine dei vecchi giornali locali.
Sull'Ombrone niente . Forse sulla Nazione di Firenze? Poco o niente.
Poi un amico, in occasione di un compleanno trova su una bancarella e mi regala un opuscolo edito 10 anni prima dal Comune di Grosseto in collaborazione con l'Associazione Butteri di Maremma per commemorare il Centenario della disfida, dall'emblematico titolo "La Maremma e il selvaggio West".
Lo sfoglio con avidità. Nomi grossi nel Comitato d'onore : super Senatori, onorevoli, uomini d'arme e di cavalli.
I dubbi iniziali , andando avanti nella lettura, si fanno certezza ed il contenuto dell'opuscolo concorda con altre fonti che nel frattempo ho reperito.
La disfida c'è stata veramente , ma a Roma e i Butteri interessati non sono quelli della bassa maremma toscana e neppure dell'alto Lazio, ma quelli dell'agro romano.
Sono butteri di Cisterna di Latina e dintorni, quindi butteri del basso Lazio distanti da noi oltre 200 km ..
II vero autore della disfida è il Duca di Sermoneta che mette in palio 7 puledri del suo allevamento, l'allora famosa Razzetta Castani, oggi scomparsa.
Facciamo un passo indietro. Chi è Buffalo Bill? William Frederic Cody è personaggio appartenente pienamente alla sua epoca.
Nasce nel 1846 nella Contea di Scott, stato dell’Iowa e muore nel 1917 , all'età di 71 anni a Denver, Colorado.
Partecipa alla guerra di Secessione e alle campagne di guerra contro Cheyenne e Sioux.
Dove ( forse ) si guadagna i gradi di colonnello . Nel 1872 viene eletto deputato al Congresso per lo stato del Nebraska . È pioniere, corriere a cavallo per la Pony Express Company, guida e cacciatore di bisonti per fornire carne fresca alle manovalanze della costruendo linea ferroviaria della Kansas Pacific Railroad.
E' a questa punto che W.F. Cody si guadagna l'appellativo di Buffalo Bill, l'uccisore di bufali. Ne ha uccisi più di 5000 dice lui.
Qualunque ne sia state il motivo è una bella carneficina senza alone di gloria, dico io .
II bisonte è un animale strano. Serve un fucile potente e preciso e buona mira.
Ci si apposta su una collina che domini la pianura, fucile su appoggio, si prende accuratamente la mira e si spara.
Se l'animale colpito cade fulminato il resto del branco continua a pascolare incurante del rumore della sparo. Se rimane solo ferito e scappa, tutto il branco fugge.
La cosa più difficile è trovare una nuova collina dalla cui sommità continuare a sparare.
Per la fama di tiratore infallibile e buon cavaliere acquisita trova lavoro per alcuni anni (dal 1878 al 1883) nel Circo Barnum, poi decide di organizzare un proprio spettacolo itinerante e fonda il Wild West Show con il quale gira l'America Settentrionale e l'Europa.
È a Londra nel 1887 in occasione del Giubileo d'Oro della Regina Vittoria; si accampa a Parigi al Bois de Boulogne e tiene spettacolo in occasione dell'Esposizione Universale organizzata nel 1889 per commemorare il Centenario della Rivoluzione Francese.
Dimostra di essere un organizzatore eccezionale.
Cosa è il Wild West Show di Cody?
È un circo ma non ha le caratteristiche dei circhi attuali.
Innanzitutto per le dimensioni. Per riprodurre scene come l'attacco alla diligenza o la battaglia di Little Big Horn tra Sitting Bull (presente nello spettacolo perché avuto in affidamento dal Governo Americano) e Custer (alcuni cavalleggeri sopravvissuti fanno parte del cast) ha bisogno di molto spazio e l'arena ha dimensioni veramente colossali: almeno 100 metri di larghezza per 200 di lunghezza, all'incirca, cioè, come 4 stadi di calcio. Solo le tribune, in grado di ospitare 5.000 spettatori sono coperte, mentre altre migliaia possono assistere allo spettacolo lungo le transenne dell'arena circondata da una robusta palizzata e alle spalle un alto tendone verde.
Servono almeno 4 convogli ferroviari per trasportare uomini , animali e materiali.
Più di 100 pellerossa; 100 tra cow boy e tiratori; almeno 200 animali per lo spettacolo.
Fatta questa necessaria digressione continuiamo la nostra storia.
II circo di Cody proveniente da Napoli dove ha tenuto numerosi spettacoli e avuto molto successo e giunto a Roma.
Ha messo le tende ai Prati di Castello oggi quartiere elegante della capitale posta tra S. Pietro e le nuove caserme del Regio Esercito.
La fama che circonda il personaggio è grande, talmente grande che anche Papa Leone XIII vuole conoscere il personaggio e lo riceve il 2 marzo 1890.
È abitudine di Cody, durante lo spettacolo, per creare sempre nuove attrazioni, proporre piccole sfide tra il pubblico, invitando i presenti, per esempio, a montare i suoi cavalli sdomi, mettendo in palio premi, anche allettanti .
" Nessuno e meglio dei miei cow boy" suole dire in ogni circostanza Buffalo Bill .
E lo ripete anche durante uno dei tanti ricevimenti che lo vedono ospite d'onore fatti dalla nobiltà romana . Colpito nell'orgoglio Caetani , duca di Sermoneta scommette, durante una di queste serate mondane organizzate in onore di Cody, che i cow boy del circo non saranno in grado di montare i suoi puledri e ne mette in palio 7. Si tratta di puledri sdomi della famosa razzetta Castani ( oggi scomparsa ) allevata nella tenuta di Cisterna scelti tra i più indomabili e rifiutati da ogni acquirente perché ritenuti intrattabili .
La notizia della sfida è annunciata il 27 febbraio 1890 sulle pagine del Fanfulla ( quotidiano romano) e ripresa da altri giornali quali il Messaggero, la Tribuna, il Popolo.
La gara si svolge il 4 marzo. C'è fermento lungo la palizzata dove si sono assiepati numerosissimi i visitatori. I cow boy di Cody stanno per affrontare i cavalli sdomi del Duca Castani.
Sono bravi, molto bravi, come dovette anche ammettere lo stesso cronista del Messaggero e bastarono solo 15 minuti perché tutti e 7 i cavalli fossero catturati, sellati e montati .
Le cronache dell'epoca fecero eco all'entusiasmo del pubblico che fu immenso.
La sfida sarebbe potuta terminare qui se un diretto collaboratore e socio di Buffalo Bill, visto l'enorme successo anche in termini monetari, visto che l'incasso supero le 25.000 lire, non intendesse proseguire la sfida, mettendo in palio l'equivalente in dollari di 500 lire corrispondenti, per l'epoca, alla paga di un anno di un buttero, da assegnare a chi fosse riuscito a catturare e montare per almeno 5 minuti uno dei cavalli selvaggi del circo .
L'attrazione per la sfida è forte ed il guadagno molto alto.
II Messaggero raccoglie 18 adesioni ma per un motivo o per l'altro nessuno degli sfidanti si presenterà nell'arena .
E' il 7 marzo,spiega il Messaggero che " un giovanotto civilmente vestito entrerà in campo e chiederà di tentare la prova " . E' Guglielmo Bedini , milanese, che alcuni affermano essere un cavalleggero del 13° Reggimento di cavalleria “Monferrato” e altri il miglior cavaliere del Circo Reale.
Chiunque sia stato, come prosegue il giornale "il Bedini si mantenne saldo in sella".
E torniamo alla famosa prova quella appunto dei butteri, quella passata dalla storia alla leggenda . È il giorno successivo, l'8 marzo e piove a dirotto . Si presenteranno in 9, alcuni a cavallo come i capo buttero Alfonzo Terrazza e Augusto Imperiali ed altri a piedi muniti di lacciara .Ricordiamo i loro nomi Francesco Costanzi , Cesare Falchi , Achille Fascini , Achille Laurenti , Angelo Petacchi, Bernardino Quinti, oltre appunto i sunnominati capibuttero Terrazzi e Imperiali
Secondo la disfida ogni buttero sfidante, per vincere il premio avrebbe dovuto catturare, sellare e cavalcare per almeno 5 minuti un solo cavallo.
Anche se l'impegno dei butteri fu enorme, solo lmperiali si dice fosse riuscito a montare in sella e fare un giro dell'arena . Ma non avevano il senso della spettacolo che invece possedeva Cody
Visto che la prova andava prolungandosi troppo nel tempo Buffalo Bill entro in campo nel modo spettacolare che gli era consueto, sui suo stallone bianco, agitando il cappello e annunciando che la prova era finita .
Lo spettacolo doveva andare avanti .
E non pagò il premio messo in palio che personalmente aveva promesso e che nessuno aveva vinto .
E questa, cari lettori è, in sintesi, la storia della leggenda di Cody e dei butteri di Maremma .


 
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